fuoco

“Un luogo così è presso Cuma, dove montagne di acre zolfo fumano per l’emanazione delle sorgenti calde sparse dovunque…”
Lucrezio, De rerum natura

Secondo la mitologia, i Giganti lottano rabbiosamente per liberarsi dalle prigioni del sottosuolo flegreo e riprendere la scalata all’Olimpo e la lotta agli dèi.
Il ribollire delle acque sulfuree, le bocche fumanti del vulcano, le montagne, i laghi, i crateri, suscitano nel viaggiatore arcani timori sulle origini delle antiche leggende.

 

Tratto da: “campi flegrei - viaggio lento alle radici della storia tra paesaggi, arte, sapori e tradizioni”, Guida ufficiale del Parco Regionale dei Campi Flegrei
Sezione: Le Fornaci di Efesto – I vulcani

terra

“Ti rivolgono apertamente accuse di sfrenata lussuria, amori, adulteri, soggiorni a Baia, i banchetti, le baldorie, i canti, le musiche, le gite in battello...”
Cicerone, Pro Caelio

La straordinaria bellezza dei luoghi e la presenza delle acque termali spinsero dal II secolo a.C. in poi i ricchi senatori romani a costruire in terra flegrea le proprie residenze estive. In seguito, la costa inclusa tra Puteoli e Miseno divenne palcoscenico ideale per ambientare le grandiose scenografie delle ville imperiali, e ben presto soggiornare a Baia significò dire mondanità e ritiro, lussuria e meditazione.

Tratto da: “campi flegrei - viaggio lento alle radici della storia tra paesaggi, arte, sapori e tradizioni”, Guida ufficiale del Parco Regionale dei Campi Flegrei,
Sezione: Il Segno dei Cesari – Le immagini del potere

aria

“Dedalo, com’è fama, fuggendo il regno minoico, con rapide penne osò affidarsi al cielo, navigò per l’insolito cammino fino alle gelide Orse, e infine si posò leggero sulla vetta calcidica...”
Virgilio, Eneide

Una leggenda narra che Dedalo, fuggito in volo da Creta, si sarebbe posato sulla sommità della città di Cuma e dopo aver consacrato le ali da lui inventate ad Apollo, il dio del sole, avrebbe fondato in suo onore un immenso tempio.
Dedalo, divina scintilla della creatività umana, demiurgo della materia, è quella forza inarrestabile, padrona delle technai, che giorno dopo giorno allarga i confini della conoscenza. È l’homo faber, perennemente in bilico tra quotidianità e la voglia d’innalzarsi in volo.

 

Tratto da: “campi flegrei - viaggio lento alle radici della storia tra paesaggi, arte, sapori e tradizioni”, Guida ufficiale del Parco Regionale dei Campi Flegrei
Sezione: Sulle ali di Dedalo – La grande avventura dell'ingegno umano

acqua

“Ma che ora è simile alle sacre acque di Baia, quando la terra si schiude nella primavera purpurea...”
Tibullo, Elegiae

Lentamente, nel corso dei secoli, il bradisismo ha fatto sprofondare gran parte delle testimonianze antiche, quasi a volere stringere ancor di più il legame tra i Campi Flegrei e l’Acqua, suo elemento generatore.
A pochi metri sotto il livello del mare, lungo le sponde dei laghi Lucrino, Averno, Miseno e Fusaro, affiorano i resti d’imponenti mura, e dove prima i ricchi romani erano i signori, i polpi e le murene sono oggi i sovrani.

 

Tratto da: “campi flegrei - viaggio lento alle radici della storia tra paesaggi, arte, sapori e tradizioni”, Guida ufficiale del Parco Regionale dei Campi Flegrei
Sezione: Dove regna Poseidone - l’acqua e il mondo sommerso

00 pisciarelli

 

Le caratteristiche vulcanologiche e climatiche del territorio protetto dal Parco, hanno determinato, nel corso dei secoli e nell'interazione con gli insediamenti umani, il formarsi di una incredibile varietà di valori, materiali e immateriali, unici al mondo ed inscindibilmente legati tra loro.

Attualmente persiste una ridotta attività vulcanica - localizza­ta nel cratere della Solfatara, nei Pisciarelli, nello stesso Monte Nuovo e in alcune manifestazioni sottomarine nelle acque anti­stanti Pozzuoli, Baia e Bacoli - alla quale possono essere ascritti i noti fenomeni bradisismici di Pozzuoli.

Le buone condizioni climatiche e la presenza di una discreta percentuale di umidità relativa dovuta alla presenza dei laghi, unite all'eccezionale fertilità del terreno, hanno favorito, al termi­ne dell'attività vulcanica, l'insediamento di specie vegetali appen­niniche e mediterranee, che si sono distribuite in funzione delle condizioni ambientali: è per questo che nel territorio flegreo con­vivono, in poco spazio, molteplici associazioni vegetali, che eleva­no di molto il livello di biodiversità vegetale dell'area e, per con­seguenza, il suo valore ecologico.

Sono presenti fenomeni di inversione vegetazionale all'interno dei crateri, dove la persistente umidità del fondo, dovuta alla pre­senza degli specchi d'acqua, favorisce il formarsi di una flora mesofìla, tipica dell'Appennino, mentre alle quote più elevate è frequente incontrare la vegetazione mediterranea che gode della maggiore insolarizzazione e aridità.

La diversità della vegetazione ha comportato un conseguente arricchimento faunistico, che fa di alcune località dei Campi Flegrei il luogo con la maggiore biodiversità animale della provincia di Napoli. E solo nei Campi Flegrei, ad esempio, che nidificano il porciglione, un uccello acquatico particolarmente schivo, ed il gruccione, un coloratissimo uccello che si ciba di imenotteri e che scava il nido nelle pareti sabbiose.

[00 biodiversita]La preservazione della biodiversità, la conservazione del patrimonio naturale, la salvaguardia e il potenziamento delle reti ecologiche sono obiettivi fondamentali dell'Ente Parco, specialmente se visti nell'ottica di uno sviluppo durevole e sostenibile del territorio, in linea con i dettami della Convenzione sulla Biodiversità elaborata a Rio de Janeiro nel 1992. Quest'ultima afferma, infatti, il valore intrinseco della diversità biologica e dei suoi vari componenti: ecologici, genetici, sociali ed economici, scientifici, educativi culturali, ricreativi ed estetici. La convenzione riconosce, inoltre, che l'esigenza fondamentale per la conservazione della diversità biologica consiste nella salvaguardia in situ degli ecosistemi e degli habitat naturali, col mantenimento e/o la ricostruzione delle popolazioni di specie vitali nei loro ambienti naturali.

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