Campi Flegrei

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INFORMAZIONI ISTITUZIONALI

 
 

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Prodotti ortofrutticoli
Dei tanti prodotti ortofrutticoli tipici dei Campi Flegrei solo pochi sono purtroppo sopravvissuti all'avanzare del cemento in quantità tali da poter essere qui menzio­nati: uno di questi sono ad esempio le fave di Miliscola, (contrada del comune di Bacoli che, prossima a Miseno, dove era di stanza la flotta romana del Tirreno, deve il suo nome al fatto di aver ospitato, in quel tempo, una importante scuola militare), le più grandi delle quali sono chiamate vuttulane, mentre le più piccole e tenere sono definite quarantine: Pitagora, che, essendo affetto da una rara allergia a queste leguminose , si fece catturare ed uccidere dai Romani pur di non attraversare un campo di fave, si sarebbe di sicuro guardato bene dal frequentare questi luoghi.
Una qualità di frutta senz'altro meritevole di attenzione è la cosiddetta percoca Antonio di Francia, prodotta nel comune di Pozzuoli pur essendo originaria della zona vesuviana, dove fu casualmente individuata in un frutteto del cui proprietario prese poi il nome; conosciuta anche con il nome di precoce di Francia (matura infatti già dalla fine di giugno), è apprezzata soprattutto per il consumo fresco locale, sia per le fragranti caratteristiche di profumo ed aroma che per la particolare sensibilità alla manipo­lazione ed al trasporto: di frutto medio-piccolo, ha buccia di spessore sottile ed aderente alla polpa, di colorazione giallo-arancio, che tende verso il rossastro nella parte esposta al sole, mentre la polpa è dolce, di colore giallo, tendente al verde in prossimità del nocciolo.
E purtroppo sempre più rara, ormai, la coltivazione di una leguminosa che già ai tempi dei Romani era molto diffusa nei Campi Flegrei, la cicerchia, nei cui baccelli sono contenuti dei piccoli semi di forma irregolare, si potrebbe dire una via di mezzo fra i ceci ed i fagioli. La gastronomia locale è ricca di ricette nelle quali vengono sfruttate al meglio le notevoli proprietà organoletti­che di questo legume, del quale già nel primo secolo dopo Cristo Columella analizzava con grande competenza, nel suo Rei rusticae, le caratteristiche agronomiche.
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