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Prodotti tipici
Tutto il territorio dei Campi Flegrei, vanta, assieme ad un patrimonio archeologico e paesaggistico unico al mondo, un livello di fertilità che molti studiosi hanno definito senza eguali.
L'avanzare del cemento, ha purtroppo confinato a livelli del tutto marginali anche le attività agricole dell'area, fino a pochi decenni or sono particolarmente fiorenti.
Ortaggi, legumi, frutta ed agrumi coltivati in questa zona alimentavano ogni mattina, fino agli anni '60, i mercati napoletani del fresco, caricati su carretti trainati dagli asini, sui quali trovavano spesso posto fiaschi e botticelle di vino pregiato per le mense cittadine dei "signori". Oggi che le dimensioni degli orti e dei frutteti si sono ridotte al punto di poter appena soddisfare le necessità familiari di chi li coltiva - spesso a fronte di fitti esosi richiesti dei proprietari, attratti da destinazioni diverse e certamente meno "ecologiche" - il numero e la quantità dei prodotti tipici flegrei sono diminuiti notevolmente.
È rimasta invece fortunatamente su ottimi livelli quantitativi e soprattutto qualitativi, e si è anzi ulteriormente sviluppata e migliorata di recente, la produzione vitivinicola della zona: essa ha, d'altra parte, origini antichissime e tradizioni di assoluto rilievo, che risalgono alla fondazione di Cuma, dove i greci introdussero le loro viti aminee, per proseguire in seguito con la fiorente
produzione di vini flegrei che, dal porto di Pozzuoli, l'antica Dicearchia, rifornivano Roma e le province dell'impero.
produzione di vini flegrei che, dal porto di Pozzuoli, l'antica Dicearchia, rifornivano Roma e le province dell'impero.
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